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Gli Infortuni Domestici
1 - Trentamila Incidenti
In Italia si verificano ogni anno
trentamila incidenti domestici con oltre 7.000 vittime. Si parla di 15
morti al giorno. E contrariamente agli incidenti sul lavoro e nel
traffico, che sono in lieve diminuzione, gli infortuni fra le pareti di
casa hanno un andamento crescente. La difficoltà nel rilevare l'incidente
domestico consiste nel fatto che spesso viene denunciato o manifestato
all'esterno solo se comporta la morte o una lesione grave. Per ogni
infortunio grave ci sarebbero (non rilevati dalle statistiche) 30
incidenti lievi e 300 senza lesioni.
Il ministero della Sanità e in particolare l'istituto superiore di sanità
hanno avviato il progetto Sisi (Studio italiano sugli incidenti). È il
primo studio che cerca di censire statisticamente tutti gli incidenti
(stradali, domestici e in altri ambienti) e si prefigge di servire da
modello di rilevamento e da base per attività di informazione e
prevenzione. Per ora è stato avviato in tre regioni: Liguria, Marche e
Molise. Non vuole essere un campione ma è abbastanza ben rappresentativo
di realtà diverse (prevalenza di industrie o di agricoltura, Nord e
Centro-sud, mare e montagna, ecc.). I centri dove avviene la raccolta dei
dati sono gli ospedali (quattro in Liguria, sei nelle Marche, cinque nel
Molise) tenuti a riempire per ogni ricovero una scheda molto
particolareggiata per individuare tutte le componenti di un incidente. Da
una statistica (si riferisce ai 12.078 incidenti rilevati nelle Marche tra
marzo e agosto dell'88) si può vedere, per esempio, che in tutte le età
l'incidente più frequente è la caduta, con punte altissime per i neonati
(74,3%); che la colpa maggiore degli incidenti dipende dai mobili e dalle
strutture architettoniche della casa, che i più coinvolti sono i maschi,
che il lavoro domestico tra i 20 e i 65 anni e il gioco tra 1 e 14 anni
sono le attività più pericolose.
Analizzando i dati raccolti si possono trarre preziose informazioni per
far diminuire le percentuali con una capillare opera di prevenzione e
sensibilizzazione tra produttori e consumatori; tra medici, scuole e
famiglie.
2 - I soggetti
LATTANTI
Nel primo anno di vita i neonati e i
lattanti possono essere vittime di questi pericoli: il soffocamento, lo
strangolamento, l'avvelenamento, la caduta.
Il soffocamento può avvenire: per un rigurgito di latte o
di pappa che ritorna in gola ostruendo la faringe; per l'occlusione del
naso e della bocca quando il bimbo scivola sotto le coperte o il cuscino
senza riuscire a districarsi; gli stessi genitori possono inavvertitamente
soffocare il bimbo messo a dormire accanto a loro.
Un altro pericolo può essere lo strangolamento a causa di
catenine intorno al collo, bavaglini, sciarpette, coprifasce con lacci,
cinte per tenere ferme le coperte.
L'avvelenamento del lattante è provocato sempre
dall'adulto, naturalmente per sbaglio. Il caso più frequente è lo
scambio di un medicinale aggiunto al biberon o alla pappa; l'aggiunta di
acido borico al latte del biberon è un evento che si verifica molto
spesso; poichè la soluzione viene spesso preparata in casa, essa viene
travasata in una bottiglia che conteneva acqua minerale, quindi facilmente
scambiabile con l'acqua che generalmente viene aggiunta al latte
artificiale o vaccino del neonato.
Le cadute dei bambini piccolissimi dal tavolo fasciatoio,
dal letto o dal seggiolone sono purtroppo frequenti; basta un attimo di
disattenzione e anche il neonato più tranquillo può cadere per terra con
conseguenze mortali o di gravi lesioni.
- Controllare sempre che il neonato
abbia fatto il ruttino.
- Mettere il neonato a dormire sul
fianco o a pancia in giù con la testina di fianco.
- Controllare sempre il sonno del
bambino e la sua posizione nel letto o nella culla.
- Non far dormire il bimbo nel letto con
un adulto.
- Evitare di mettere nel lettino del
neonato grossi pupazzi o animali di peluche.
- Non mettere al neonato catenine,
sciarpette, bavaglini, coprifasce con lacci quando dorme o sta nel
letto.
- Evitare le cinte per tenere ferme le
coperte. Se il bambino si scopre mettergli una tutina supplementare.
- Evitare di legare il bimbo al letto.
Pazienza se lo si troverà girato dalla parte opposta.
- Controllare con pignoleria il
medicinale da usare per un lattante: isolarlo dagli altri e accertarsi
sempre che nessuno scambi le confezioni.
- Non mettere acido borico o liquidi per
la pulizia del neonato in bottiglie o contenitori che potrebbero
trarre in inganno per la forma o l'etichetta.
- Non lasciare mai solo un neonato su un
piano senza alti bordi. Foderare tutto intorno con stoffe robuste
lettini o seggioloni.
BAMBINI FINO A 5
ANNI
È l'età in cui i bambini corrono più
rischi a causa della loro natura vivace.
La caduta è l'incidente più frequente. Le lesioni possono
essere cranio-encefaliche, toraciche, del bacino e degli arti; spesso
possono causare lesioni dei visceri toracico-addominali. Un bambino può
cadere dal tavolo dove viene fasciato e vestito, da un seggiolone, da
qualunque mobile sul quale sia salito. Può cadere da una scala o sugli
scalini, da un letto a castello, da un muretto o da una finestra. Subito
dopo le cadute vengono gli avvelenamenti accidentali da
farmaci, da detersivi, da sostanze nocive, da gas e vapori.
L'avvelenamento più frequente avviene per l'ingestione di medicinali. Poi
viene l'ingestione di detersivi e altre sostanze per uso domestico e
sostanze varie (come insetticidi, diserbanti, deratizzanti).
È purtroppo la norma in quasi tutte le case tenere i sonniferi sul
comodino, i detersivi sotto il lavello della cucina o il lavandino del
bagno. Per non parlare della cattiva abitudine di mettere liquidi o
sostanze pericolose in bottiglie o contenitori senza aver prima tolto
l'etichetta originaria e senza aver messo una nuova etichetta con
l'indicazione del nuovo contenuto. In questa fascia d'età d'altronde il
bambino non sa leggere e quindi il pericolo di un errore c'è comunque.
Un bambino non può sapere che in un fiasco che lui sa che generalmente
contiene il vino, la madre ha invece messo l'acido muriatico.
Al terzo posto le ustioni e le folgorazioni. Per i bambini
piccoli, l'ustione, anche se di secondo grado, se interessa il 50% della
superficie cutanea può essere mortale.
Il bambino in giro per casa è irresistibilmente attratto dalle prese;
quando comincia a camminare può inciampare o tirare, inavvertitamente o
volontariamente, un filo elettrico; verso i 4 anni comincia ad avere i
primi giocattoli elettrici e comunque è molto incuriosito dai piccoli
elettrodomestici alla sua portata: l'asciugacapelli, il frullatore, il
ferro da stiro.
Più sottovalutato il pericolo del soffocamento che invece
è frequente.
- Per gioco il bambino si rinchiude in
un baule, un armadio, una cassa, un frigorifero in disuso magari in
cantina o in soffitta e poi non riesce a uscirne.
- Il naso e la bocca possono venire
ostruiti da coperte o cuscini (avviene più spesso per i neonati).
- Lo strangolamento può essere
determinato da un capo di vestiario, sciarpa o nastro, avvolto intorno
al collo.
Il soffocamento avviene per l'ostruzione del
naso e della bocca da parte di corpi estranei: bocconi non masticati bene,
bottoni, semi o noccioli di frutta, oggettini vari che i bambini molto
piccoli mettono continuamente in bocca o nel naso. I pronto soccorso
pediatrici degli ospedali sono spesso occupati da questo tipo di incidenti
che non sempre si risolvono facilmente.
Nella prima infanzia si verificano spesso casi di annegamento.
Il bimbo molto piccolo può cadere accidentalmente in una vasca piena
d'acqua, oppure, trovandosi già dentro la vasca, può annegare se
lasciato momentaneamente dall'adulto (che si è magari allontanato per
rispondere al telefono o prendere un oggetto).
Sembrerà impossibile ma bastano pochi centimetri d'acqua per fare
annegare un bambino molto piccolo.
Numerosi altri incidenti possono verificarsi per le cause più svariate:
tagli e ferite provocati da forbici, coltelli, oggetti appuntiti e
arrugginiti, aghi e spille. Sacchetti di nylon che i bambini mettono in
testa rischiando di rimanere soffocati; armi da fuoco o munizioni che
vengono lasciate incustodite dagli adulti, giocattoli pericolosi per la
loro forma o composizione, ecc.
CADUTE
- Non lasciare bambini molto piccoli
soli su seggiolini, tavoli, scale e muretti.
- Per letti a castello, scalette interne
e a chiocciola adoperare cancelletti o sbarre.
- Non lasciare finestre aperte in casa.
USTIONI E
FOLGORAZIONI
- Evitare di avere i bambini vicino alla
cucina quando vi sono pentole sul fuoco. Tenere i manici delle pentole
spostati verso l'interno della cucina.
- Coprire tutte le prese di elettricità
alle pareti con i salvaprese che esistono in commercio. Controllare
che le prese degli elettrodomestici abbiano i dispositivo di
sicurezza.
SOFFOCAMENTO
- Chiudere a chiave bauli, casse, armadi
o, al contrario, fare in modo che siano sempre apribili dal di dentro.
Se vi sono frigoriferi o altri contenitori in disuso e abbandonati
togliere loro porte e coperchi.
- Non lasciar mettere ai bambini
sciarpe, corde o elastici intorno al capo mentre giocano.
- Nascondere bottoni, semi, spille da
balia in presenza di bambini molto piccoli.
- Tagliare sempre il cibo in bocconi
piccoli e stare attenti soprattutto a quelli con i "nervi":
prosciutto crudo, carne, ecc. e ai frutti con i noccioli.
- Controllare che non vengano ingeriti
per gioco o per sbaglio gli oggettini regalo che si trovano nei
sacchetti di patatine, pop-corn, ecc.
ANNEGAMENTI
- Non lasciare mai soli i bambini vicino
al mare, al lago, al fiume o in piscina.
- Controllare che pozzi e buche siano
chiusi.
- Non lasciare mai vasche da bagno o
tinozze piene d'acqua.
- Se state facendo il bagnetto al
bambino non lasciatelo solo nemmeno per un istante e per nessun
motivo: è meglio fargli prendere freddo portandolo sgocciolante con
voi, se avete una cosa urgente da fare, piuttosto che lasciarlo
incustodito.
ALTRI INCIDENTI
- Togliere dai cassetti più bassi e dai
luoghi accessibili ai bambini coltelli, forbici, utensili da cucina,
chiodi, aghi e spilli.
- Non lasciar giocare i bambini con i
sacchetti di plastica; non darglieli come contenitori di giocattoli:
è meglio fare un sacchetto di stoffa (ci sono sempre stracci in casa)
o dare loro una borsa vecchia.
- Comprare e regalare giocattoli che
abbiano il bollino "Giocattoli sicuri" dell'istituto
italiano sicurezza giocattoli. Seguire sempre le avvertenze sull'età
del bambino cui il giocattolo è destinato.
BAMBINI DA 5 A
10 ANNI
In questa fascia d'età i bambini sono
soggetti più o meno agli stessi pericoli e incidenti dei bambini più
piccoli. Mentre però per questi ultimi è praticamente sempre l'adulto il
vero responsabile con la sua imprudenza o sbadataggine, i bambini più
grandi cominciano a essere responsabili di quanto può succedere: quindi
bisogna cominciare a dare loro le nozioni sulla sicurezza e la coscienza
del pericolo.
L'educazione alla sicurezza può avvenire sia eliminando le
fonti possibili di pericolo, sia con l'esempio e il comportamento sereno e
prudente dei genitori che stanno in casa, sia spiegando al bambino quali
sono i pericoli, come evitarli e quali cose non deve assolutamente fare.
Non bisogna proibire tutto: perchè se non c'è una
graduatoria dei divieti il bambino ha l'impulso naturale a infrangerne
qualcuno o addirittura tutti. Il bambino deve quindi essere educato a
usare il coltello, a tagliare con le forbici, ad accendere il gas; ma
bisogna proibirgli di correre con un oggetto tagliente in mano o giocarci
alla guerra o scherzare col fuoco o coi fiammiferi.
Bisogna lasciarlo salire sugli alberi, ma non farlo mai sporgere da una
finestra o da un balcone. Bisogna spiegargli che un prodotto sconosciuto
non deve mai essere ingerito senza prima consultare un adulto. Fargli
capire che se un adulto beve un po' troppo non è il caso che anche il
bambino beva bevande alcoliche (non si ha idea di quanti bambini di questa
fascia d'età vengono portati in coma al pronto soccorso perchè hanno
scolato una bottiglia di vino o di superalcolici, per gioco o per
scommessa!).
ADOLESCENTI
Mano a mano che il bambino cresce,
diminuiscono i pericoli cui può andare incontro dentro all'abitazione,
soprattutto se buona parte della sua giornata viene trascorsa fuori casa.
È il caso di giovani che fra studio, sport, divertimenti e amici
finiscono col passare poco tempo a contatto coi mille pericoli domestici.
Per loro è più alta la percentuale di incidenti col motorino o nel
traffico in genere o durante gli allenamenti sportivi.
ADULTI E PERSONE
ANZIANE
Dopo i bambini, che sono i più esposti,
le persone statisticamente più soggette agli infortuni domestici sono le donne
e gli anziani.
Il lavoro casalingo della donna (anche se ha un'attività autonoma fuori,
in casa l'aspetta quasi sempre il secondo lavoro) incide notevolmente
sull'elevato numero di incidenti domestici di cui è vittima. La donna
normalmente trascorre più ore nell'abitazione rispetto agli altri
familiari; è lei che usa gli elettrodomestici per le faccende domestiche,
col pericolo di folgorazione; è lei che preparando il pranzo è a
contatto coi fornelli e coi liquidi bollenti col pericolo di ustioni; è
lei che utilizza i detersivi, gli abrasivi, i disinfettanti; è lei che di
norma custodisce e distribuisce i medicinali per tutta la famiglia. È lei
che sposta i mobili per le pulizie; è lei che spesso è stressata dal
lavoro casalingo, dalla cura dei figli, dal lavoro fuori casa; è lei che
anche se è malata o indisposta deve mandare avanti lo stesso la casa.
Ecco allora che il livello di guardia si abbassa, la fretta o il
nervosismo prendono il sopravvento e l'incidente è in agguato.
Le persone anziane sono altrettanto esposte al pericolo. La loro lentezza
di riflessi e la loro fragilità le rendono particolarmente vulnerabili:
per loro in particolare è sempre in agguato il pericolo delle cadute (con
conseguente frattura del femore) che in età avanzata possono essere
mortali. La caduta può avvenire scivolando sul pavimento lucido di cera,
su quello umido appena lavato, o dentro la vasca da bagno: sono cadute in
cui ci si può rompere un osso, si può battare la testa.
Un pericolo serio è costituito dalle coperte, dai termofori e dagli
scaldini elettrici cui spesso ricorrono le persone anziane per aumentare
le loro fonti di calore. Se difettosi, usati male o tenuti accesi troppo a
lungo possono ustionare la persona quando non addirittura provocare
l'incendio nell'abitazione.
Per i fumatori è molto pericoloso fumare a letto: molto spesso un
incendio viene provocato dalla sigaretta tenuta accesa in mano da una
persona addormentata.
COME PREVENIRE
(ADULTI)
- Comprare apparecchi elettrici
provvisti del marchio dell'istituto marchio di qualità.
- Usare prudentemente gli
elettrodomestici e verificarne lo stato e l'efficienza; seguire le
norme del Comitato elettrotecnico italiano sull'installazione degli
impianti.
- Utilizzare gli apparecchi di
protezione che aumentano la sicurezza: per esempio interruttori
differenziali ad alta sensibilità, i cosiddetti salvavita; prese di
corrente con gli schermi sugli alveoli, prese a spina con calze
isolanti, apparecchi di classe seconda con doppio isolamento per i
locali da bagno, apparecchi alimentati con bassissima tensione per i
giocattoli.
- Evitare la cera sui pavimenti o usare
solamente quella antisdrucciolevole.
- Sopra le vasche da bagno mettere delle
maniglie per afferrarsi durante i movimenti. Usare tappetini zigrinati
o adesivi antisdrucciolo sul fondo della vasca.
- Fare attenzione alle termocoperte, ai
termofori, agli scaldini: non devono essere tenuti accesi troppo a
lungo quando la persona dorme.
- Non fumare a letto.
3 - Gli Ambienti
LA CUCINA
È l'ambiente potenzialmente più pericoloso: la cucina è la stanza
dove si entra più spesso ed è anche il luogo dove sono concentrati la
maggior parte degli agenti fonti di pericolo: detersivi,
coltelli, fiammiferi, fuoco, acqua, elettrodomestici grandi e piccoli,
bombole a gas, mobiletti con spigoli metallici, bottiglie con contenuti
vari, spesso anche medicinali.
È stato rilevato che si verificano più incidenti nelle cucine che in
qualsiasi altra parte della casa e con punte maggiori nelle ore
immediatamente vicine a quelle dei pasti (più gente, più confusione, più
disattenzione).
Bisogna tenere presente che spesso l'insicurezza delle cucine (che in
molte case sono anche normalmente usate come tinello-pranzo, sala giochi,
sala televisione ecc.) è dovuta alla mancanza di spazio. Con poco spazio
diventa difficile riuscire non solo a sistemare razionalmente fornello,
lavandino, elettrodomestici e mobiletti vari ma anche a nascondere o
mettere fuori portata le sostanze o gli oggetti più pericolosi.
Per quanto riguarda i detersivi e tutti i prodotti per la
pulizia e la manutenzione della casa, il consiglio più banale, ma quasi
mai seguito, è quello di tenerli in alto, chiusi possibilmente a chiave,
fuori della portata dei bambini. Non bisogna mai travasare
un liquido (acido borico, trielina, acido muriatico) in una bottiglia per
esempio di acqua. Se proprio è necessario usare un contenitore di uso
comune, bisogna togliere accuratamente l'etichetta precedente e metterne
un'altra, con la scritta in grande del nuovo prodotto che vi si è
travasato e con un bel segnale di pericolo (il classico teschio)
comprensibile anche dai bambini. In molte case, negli armadietti pensili
della cucina vengono sistemati anche i medicinali (in quanto
si prendono durante i pasti, o comunque con l'acqua). È un errore da
evitare soprattutto se ci sono bambini piccoli in casa. Mettendo i
medicinali in bagno o nella camera da letto degli adulti è più facile
mimetizzare la loro presenza ed educare il bambino a non accedervi.
Grandi e piccoli elettrodomestici sono fonti di pericolo per
tutti. Bisogna essere molto prudenti nel loro uso per quanto riguarda il
pericolo delle folgorazioni. Bisogna anche fare molta attenzione al
pericolo meccanico: i piccoli elettrodomestici di cui le nostre case si
vanno riempiendo in modo vertiginoso possono rovinare, se male utilizzati,
mani e dita nei loro ingranaggi: frullatori, grattaformaggi, coltelli
elettrici, ecc.
Spesso sopra il frigorifero vengono posati oggetti di vario
tipo: vasi di fiori, brocche, bottiglie, pentole, oggetti vari. L'aprire e
chiudere continuo della portiera del frigo può farli spostare
impercettibilmente fino a farli cadere con pericolo per la persona che si
trova lì vicino.
A proposito di aprire e chiudere, gli sportelli delle lavatrici e
dei forni sono pericolosissimi per i bambini. Quello della
lavatrice, se laterale, invoglia un bimbo molto piccolo a entrarvi. Quindi
sarebbe preferibile munirsi di una lavatrice con sportello sulla parte
alta, più inaccessibile al bambino; oppure se si possiede una lavatrice
con sportello laterale essere molto rigidi o severi perchè il bambino non
si avvicini alla lavatrice (sia aperta sia in funzione).
Lo sportello del forno è invece molto utile al bambino
piccolo come piano di appoggio: aperto è un ottimo scalino per salire e
controllare cosa c'è di buono in pentola!
Scivolare in cucina avviene spesso: il pavimento lucido, le
inevitabili gocce di unto o di acqua durante la preparazione
del pasto, sono responsabili di cadute che spesso hanno conseguenze molto
serie. Cadere in cucina può comportare anche l'andare a sbattere contro
lo spigolo laterale del frigo o contro la cucina piena di pentole
bollenti; per una persona anziana cadere può voler dire rompersi il
femore con conseguenze spesso irreparabili.
In cucina può esserci la bombola del gas, fonte di infortuni
mortali: lo scoppio della bombola o la saturazione di gas dell'ambiente
per un fornello non spento o per una bombola difettosa sono quasi
all'ordine del giorno tra le notizie dei quotidiani. Se proprio non si può
fare a meno di tenere una bombola in casa, accertarsi che sia installata
da personale specializzato e munita del dispositivo di sicurezza e che sia
in un ambiente dove ci sia sempre una finestra aperta. Chiudere comunque
regolarmente la chiavetta quando non è necessario utilizzare il gas.
Cambiare a ogni cambio di bombola il tubo di gomma che la collega alla
cucina, accertandosi che il tubo abbia impresso il marchio Imq-Unicig. Non
avvicinarsi mai alla bombola con un fiammifero acceso né avvicinare altre
fonti di calore alla bombola (quante bombole sono collocate vicino ad
altre fonti di calore come rubinetti con acqua calda, termosifoni, ecc.?).
In cucina ci sono poi molte armi improprie: coltelli o coltellacci,
forbici e trancia pollo, forchettoni e cavatappi. In caso di
fretta o di nervosismo si può rischiare di tagliarsi malamente.
Una parola sulle pentole a pressione. Possono verificarsi
degli scoppi con sollevamento violento del coperchio e fuoriuscita del
liquido bollente: avviene soprattutto con oggetti di cattiva qualità e
senza le valvole di sicurezza o per un uso sbagliato della pentola: per
esempio troppo liquido (bisogna rispettare il segnale di quantità massima
riportato all'interno della pentola) o fuoco troppo alto (basta il minimo
per mantenere l'ebollizione).
IL BAGNO
Dopo la cucina, il bagno: acqua ed elettricità, pavimenti e sanitari
scivolosi, medicinali e cosmetici costituiscono fonti di pericolo.
L'incidente più tipico e pericoloso è la caduta o la scivolata dentro la
vasca o la doccia; con i piedi insaponati o umidi, con le pareti e il
fondo dei sanitari resi scivolosi dal sapone o dalla schiuma e crema da
bagno, è molto facile scivolare con conseguenze spesso drammatiche (basti
pensare che oltre la metà dei paraplegici non congeniti, lo sono
diventati in seguito a una brutta caduta che ha leso irrimediabiimente la
colonna vertebrale).
Per evitare questo infortunio è indispensabile che il fondo della vasca e
della doccia sia zigrinato o almeno fornito di tappetini antisdrucciolo e
che ai lati della vasca e della doccia vi siano manigli e e appoggi da
poter afferrare durante i movimenti o i momenti di difficoltà.
Anche il pavimento del bagno, che può essere reso scivoloso per l'acqua,
il talco, il sapone, le creme varie può provocare brutte cadute o l'urto
traumatico contro i sanitari; sarebbe bene che nel progettare la stanza da
bagno se ne prevedessero i pericoli cercando, per esempio, di scegliere
pavimenti antisdrucciolo (come moquette, sughero, cotto ruvido, ecc.).
L'altro grande pericolo della stanza da bagno è l'incontro tra acqua
ed elettricità. È una brutta e diffusa abitudine servirsi di
piccoli elettrodomestici come asciugacapelli, rasoi, spazzolini, pettini,
arricciacapelli, persino radioline o mangianastri, con le mani o
addirittura tutto il capo umidi e persino bagnati.
Se l'impianto elettrico non è del tipo salvavita (e nelle case vecchie
non lo è mai); se l'oggetto elettrico è difettoso o non conforme alle
norme di sicurezza; se l'imprudenza di chi lo usa veramente senza
attenuanti, la folgorazione è quasi certa.
I cosmetici, che tanto attirano l'attenzione dei bambini sia per il
profumo, il colore e il rituale con i quali vengono usati, devono essere
sistemati in alto, in armadietti chiusi a chiave. Il pericolo di
un'intossicazione è sempre da evitare anche perchè non sempre si
conoscono gli ingredienti che compongono un cosmetico e quindi in caso di
ingestione o di inalazione (lacche per capelli, deodoranti spray) può
essere difficile la diagnosi o la terapia. Per chi ha lo scaldabagno
a gas è necessario ricordare di utilizzarlo con attenzione dopo
aver acquistato un oggetto rispondente alle norme di sicurezza. Anche in
questo caso accertarsi della presenza sull'apparecchio del marchio Unicig.
Nell'ambiente dovrà esserci sempre una buona aerazione che evita
l'esplosione in caso di perdite di gas, ma evita anche l'ancor più
insidiosa possibilità che si formi quella sostanza, altissimamente
velenosa, che è l'ossido di carbonio.
Non sono molto frequenti, ma bisogna sempre prevedere le ustioni da acqua
bollente o per un getto d'acqua calda o per una doccia non ben regolata.
Una buona norma sarebbe quella di regolare non oltre i 60° la temperatura
dello scaldabagno.
SOGGIORNO,
PRANZO, LETTO
Per quanto riguarda il nudo pavimento abbiamo già detto dell'abitudine
di "tirarlo a lucido" con le cere che sono pericolose per le
cadute.
Altra fonte di caduta sono i tappeti: se si muovono e
scivolano sul pavimento senza aderirvi, se hanno frange o buchi in cui può
rimanere intrappolato un tacco a spillo, se sono di stuoia o di corda, se
spostandoli possono trascinarsi dietro un mobile.
Potendo scegliere, sono più sicuri i tappeti pesanti, che occupano la
maggior parte della stanza, senza frange (soprattutto se annodate), e con
strisce autoadesive che li tengono fissati ai pavimenti.
Sicura è naturalmente la moquette che deve però essere molto rasata e di
materiale non infiammabile; il pericolo di incendio è sempre latente
quando c'è in giro molta stoffa: basta la cicca di una sigaretta o un
fiammifero per far divampare le fiamme. Il pericolo aumenta se nel
soggiorno c'è un camino: in questo caso bisognerà
proteggersi dalla caduta della legna e da scoppiettii e fiammate
improvvise.
Anche in camera da letto bisogna fare attenzione agli incendi: possono
divampare per una termocoperta difettosa o per una sigaretta
mal spenta da chi è abituato a fumare a letto.
Lenzuola, coperte e materassi sono una rapida e facile esca per il fuoco e
gli episodi mortali sono assai frequenti. Alcune particolarità
dell'arredamento di una casa possono essere fonte di incidenti: gli
scalini spesso non necessari ma usati per "movimentare" e
separare gli ambienti, nei quali è facile inciampare se si ha fretta o se
si dimentica la loro presenza; i mobili di cristallo con i
loro angoli appuntiti e taglienti; le porte a specchio o a
vetro, molto decorative, ma che possono provocare contusioni o addirittura
ferimenti se le loro trasparenze non sono ben sottolineate con maniglie e
borchie; le finestre o i davanzali molto bassi sui quali ci
si può sedere e dai quali... si può cadere!
Può succedere, in tutte le stanze, di camminare al buoio e a tentoni:
anche se si conosce bene la casa ci si può imbattere in un ostacolo
imprevisto o prendere male le distanze e finire rovinosamente per terra o
sbattere contro lo spigolo di un mobile. Meglio accendere la luce (e
meglio "disturbare" i familiari con po' di luce piuttosto che
con un tonfo!) o tenere sul comodino una piccola torcia in previsione di
una mancanza di luce, voluta o no. Cosa può succedere a tavola? In teoria
di tutto: cadute, ustioni, folgorazioni, soffocamento; in pratica basta
stare attenti a non trasformare l'ora del pasto in una baraonda. È stato
calcolato che durante e nei minuti immediatamente precedenti il pasto,
soprattutto se ci sono bambini, si verificano il maggior numero, per
esempio, di ustioni da liquidi bollenti. Nella confusione del "tutti
a tavola", si possono far cadere teiere e caffettiere, pentole e
zuppiere fumanti, rovesciare vasi di fiori o caraffe posti al centro del
tavolo, far cadere a terra seggiole e seggioloni o togliere
inavvertitamente la sedia di sotto a chi sta per sedersi, tirare la
tovaglia con tutto quello che c'è sopra, tagliarsi o ferirsi con un
coltello, soffocare per un boccone troppo grosso o per un seme di frutta,
prendere una scossa se sul tavolo c'è una bistecchiera o uno
scaldavivande elettrico.
SCALE e ASCENSORE
Ci sono pericoli anche nei locali accessori e adiacenti l'appartamento:
per esempio le scale di accesso ai piani degli edifici o alle villette
unifamiliari. Le scale in genere sono vere e proprie
barriere architettoniche, fonte di piccoli e grandi drammi per una larga
fascia di persone: innanzitutto per coloro che hanno un handicap fisico,
sia che siano costretti a usare le carrozzelle, sia che abbiano sussidi
ortopedici, come bastoni, stampelle, arti artificiali, calzature
particolari, ecc.
Ma le scale sono barriere anche per le persone anziane, che possono avere
problemi a muoversi, problemi di equilibrio, di stanchezza, di artrosi;
per i bambini, ancora incerti nel camminare.
Per quanto riguarda la sicurezza dell'ascensore (oltre alle
norme indicate dall'Enpi ora disciolto ma le cui competenze sono passate
alle Unità sanitarie locali sulle capacità, peso e manutenzione, che
devono essere rigorosamente rispettate), sarebbe utile ricordare alcune
norme di comportamento: non girare la maniglia di apertura del cancelletto
quando l'ascensore non è ancora al piano; normalmente il cancello è
bloccato ma per un guasto potrebbe aprirsi lo stesso e la persona
distratta o frettolosa precipitare nel vuoto.
Negli ascensori moderni con chiusura automatica delle porte si deve fare
attenzione a non rimanere col capo o gli arti imprigionati fra le
portiere.
Un comportamento prudentissimo è necessario da parte di chi vuole pulire
la parte esterna dell'ascensore o la polvere della rete di recinzione o
degli ingranaggi. Si può cadere nel vuoto e rimanere incastrato fra gli
ingranaggi o mettere in moto inavvertitamente l'ascensore rimanendone poi
schiacciati.
CORTILE e CANCELLI
Qui non siamo propriamente "dentro" l'ambiente domestico ma
nemmeno sulla strada o su un luogo di lavoro. Inoltre, soprattutto in
campagna o per chi vive in case con giardini indipendenti, il tempo
trascorso all'aperto, nel cortile o nel giardino (proprio o condominiale),
è abbastanza rilevante e comunque sufficiente perchè si verifichino
incidenti.
Ecco un elenco di possibili pericoli "da cortile":
- i pozzi o le cisterne che in campagna servono per avere l'acqua.
Non c'è giorno che non abbiano una vittima: generalmente un bambino che
vi è caduto inavvertitamente o perchè vi si è affacciato per curiosità;
- gli attrezzi da lavoro o da giardinaggio come forche, falciatrici
elettriche, tosaerba, forbicioni, rastrelli, accette.
Ferirsi, tagliarsi, prendere una scossa o avere un'infezione tetanica è
abbastanza facile se l'oggetto è difettoso, arrugginito o se viene male
utilizzato;
- attrezzi e giochi per bambini come scivoli, altalene, giostrine,
intelaiature per arrampicarsi.
Con troppa frequenza questi giochi non vengono controllati e revisionati
per cui cardini, giunture, corde, ingranaggi se difettosi, male oleati o
arrugginiti o consunti possono provocare tragedie.
LOCALI DA LAVORO
Ci sono locali adibiti a studio, ufficio, laboratorio artigianale o
semiindustriale che sono adiacenti o addirittura dentro l'abitazione. Qui
non si tratta di incidenti sul lavoro che riguardano il lavoratore ma di
incidenti in cui possono incorrere gli altri abitanti della casa, estranei
al lavoro, ma che capitano in un ambiente per loro atipico e poco
conosciuto. I più soggetti a incidenti di questo tipo sono i bambini.
Facciamo qualche esempio: forbici e spilli, gessi colorati, manichini,
macchine da cucire del laboratorio casalingo di un sarto o una sarta; i
tubetti o le bottigliette colorate dello studio di un pittore o l'argilla
dello scultore; i collanti o le vernici - velenosissimi - di una
fabbricazione casalinga di borse e scarpe; le macchine elettriche per la
tessitura o la maglieria; creme varie, articoli di cosmetica, cere calde,
pinze e altri aggeggi di una estetista.
Locali ancora più pericolosi sono la falegnameria, con le sue seghe
elettriche, accette, pinze, scalpelli, ecc.; la panetteria o pasticceria
con il forno e l'impastatrice; il laboratorio del fabbro con la fiamma
ossidrica, i martelli, le seghe e i metalli appuntiti e arrugginiti.
Nelle campagne poi, dove non è netta la divisione tra lavoro e vita
domestica, questo tipo di incidente a metà strada tra l'infortunio sul
lavoro e quello domestico è praticamente all'ordine del giorno: il silos
con le sue fermentazioni, la cantina con i suoi enormi tini od orci, la
stalla, il fienile, il cortile pieno di attrezzi e macchine di ogni tipo
possono diventare altrettante trappole per coloro che non conoscono bene
l'ambiente o il tipo di lavoro.
CANTINA,
SOFFITTA, RIPOSTIGLIO
Consentono di accumularvi mobili od oggetti di uso non quotidiano, roba
vecchia di cui non ci si decide mai a disfarsi o di conservarvi provviste
di ogni genere dai detersivi, al vino, all'olio, allo scatolame vario ecc.
Proprio perchè contengono, spesso alla rinfusa, tante cose diverse,
questi locali sono potenzialmente molto pericolosi: la roba non sempre vi
viene tenuta perfettamente in ordine o con criteri di razionalità; per
cui le provviste di candeggina e di olio sono magari vicine e i
contenitori simili e quindi facilmente scambiabili; gli oggetti più
disparati sono accatastati, per cui per prendere per esempio una valigia
ci si tira addosso il passeggino dell'ultimo nato (che magari è già alle
scuole medie); mobili od oggetti vecchi o in disuso sono arrugginiti o
pieni di chiodi per cui ci si può ferire, anche gravemente, solo per aver
spostato un oggetto. Inoltre la cantina o la soffitta o il ripostiglio
vengono spesso utilizzati regolarmente da un solo membro della famiglia,
che quindi ne conosce benissimo il contenuto; coloro che vi entrano
raramente o casualmente o per curiosità o per gioco (nel caso dei bambini
e ragazzi) rischiano quindi di inciampare in oggetti sconosciuti, di
prendere per sbaglio le bottiglie dell'acido invece che quelle dell'acqua,
di tirarsi addosso, aprendolo, un vecchio armadio, tarlato e instabile, di
ferirsi con i raggi arrugginiti di una bicicletta appesa al muro; di
salire su una scala di legno con scalini rotti.
4 - Gli avvelenamenti
Gli avvelenamenti possono essere provocati per ingestione o per
inalazione da:
- Medicinali: barbiturici, aspirine, suifamidici,
lassativi, sonniferi, ecc. Sostanze di uso domestico: detersivi comuni,
soda caustica, derivati dal petrolio, acetone, solventi, acido borico,
disinfettanti, ammoniaca, smacchiatori e trielina, acqua ragia o
trementina, preparati antiruggine, naftalina, nicotina.
- Insetticidi, diserbanti derattizzanti: antiparassitari
per piante; nicotina contenuta negli insetticidi, spirali antizanzare,
solfato di rame contro peronospera.
- Cosmetici: lozioni e tinture per capelli, profumi,
depilatori, smalti e solventi, deodoranti, oli e sali per bagno.
- Alcolici: distillati da cereali, superalcolici, vino,
alcool denaturato, tossici se ingeriti per errore, per "dolo"
o per golosità in quantità eccessiva a stomaco vuoto da bambini e
adolescenti.
- Cibi: cibi svariati a causa per esempio del caldo, cibi
in scatola scaduti, cibi confezionati in casa e conservati sottovetro:
peperoni, melanzane (botulismo), semi o noccioli di frutta che
contengono acido cianidrico (pere, mele, ciliegie, prugne, albicocche,
pesche, mandorle amare).
- Ossido di carbonio: provocato in eccesso dagli
apparecchi di riscaldamento in ambienti poco aerati e poveri di
ossigeno. Camini, stufe a gas o a cherosene, bracieri, caldaie autonome,
scaldabagni e scaldacqua a gas di città o a metano.
PREVENZIONE
- Tenere in ordine, in alto, nei contenitori originali o in confezioni
con segnali di pericolo (il classico teschio) i vari prodotti.
- Non consumare cibi in scatola scaduti; controllare le date di
scadenza; attenzione al caldo estivo per i cibi.
- Educare bambini e ragazzi a evitare l'alcool.
- Tenere fuori della portata dei bambini i medicinali. Utilizzare le
confezioni e i flaconi con tappi "a prova di bambino" (come in
Gran Bretagna).
TERAPIA
- Tenere in casa nella farmacia domestica lo sciroppo di Ipecacuana o
altri emetici (cioè medicinali che provocano il vomito).
- Tenere sempre latte e olio a disposizione
- Tenere bene in evidenza il numero di telefono e l'indirizzo del Centro
antiveleno più vicino o comunque del Pronto soccorso pubblico (evitare
cliniche private per non perdere tempo).
- Portare con sè quando si telefona al Centro antiveleni o quando si va
al pronto soccorso con un intossicato la confezione del prodotto che ha
presumibilmente provocato l'incidente: solo così il medico può
individuare la sostanza tossica e la terapia più adatta e la necessità
o meno di praticare una lavanda gastrica.
- Evitare terapie casalinghe senza aver sentito un medico. In caso di
impossibilità a contattarlo immediatamente ricordare: bere latte
in caso di ingestione di acido muriatico solforico e cloridrico,
candeggina, preparati a base di acido ossalico per pulire marmi, metalli
o macchie di ruggine (in questi casi non provocare vomito, né
fare lavanda gastrica), detersivi, disinfettanti, detergenti contenuti
in insetticidi e topicidi o in preparati antiruggine.
- Somministrare olio di oliva o di vasellina: in casi di
ingestione di petroli e derivati (combustibili, solventi, liquidi per
medici); ammoniaca (dopo aver bevuto succo di arancia o di limone);
creolina e derivati del fenolo (creasolo, creasoto, lisolo).
- Provocare il vomito: in caso di ingestione di acetone,
acido borico, detersivi vari, insetticidi; cosmetici a base di tallio
(creme depilatorie o deodoranti), polveri insetticidi e ratticide,
antiparassitari, organofosforici.
- Lavare accuratamente l'intossicato ma evitare di sporcarsi in caso di
intossicazione da: antiparassitari e insetticidi a base di esteri
fosforici (fitofos, fosfox, paration, pestox, tetrafid ecc...);
ammoniaca; fosfati (fosforo giallo dei prodotti di derattizzazione,
fosforo rosso delle capocchie dei fiammiferi).
I CENTRI ANTIVELENI
| Bologna |
Ospedale Maggiore - Pronto soccorso
Tel. 051/333333 - int. 1123 |
| Catania |
Ospedale Garibaldi - Centro Rianimazione
Tel. 095/325686 |
| Cesena |
Ospedale civile - Centro Antiveleni
Tel. 0547/352612 |
| Chieti |
Ospedale S. Annunziata - Centro Rianimazione
Tel. 0871/65291 |
| Genova |
Ospedale San Martino
Tel. 010/352808 |
| La Spezia |
Ospedale Civile - Centro Antiveleni
Tel. 0187/533296 |
| Milano |
Ospedale Maggiore
Tel. 02/6428556 |
| Napoli |
Istituto Farmacologia - 1ª Facoltà di Medicina
Tel. 081/216683
Ospedali Riuniti
Tel. 061/462601 |
| Roma |
Policlinico Umberto I - Università degli Studi
Tel. 06/490663
Policlinico Gemelli - Università cattolica
Tel. 06/335656 |
| Torino |
Ospedale Molinette
Tel. 01 1/637637 |
| Nota: tutti questi centri sono in funzione 24 ore
su 24 |
IL NEMICO OSSIDO DI CARBONIO
È un gas che si forma tutte le volte che una fonte di energia brucia
in presenza di una quantità di ossigeno non adeguata alla potenza
calorica dell'apparecchio (il che può avvenire per le cause più banali).
L'altissima pericolosità dell'ossido di carbonio, purtroppo sottovalutata
fino a oggi un po' da tutti, è dovuta al fatto che è un gas:
- che non si sente e non si vede;
- che, essendo più pesante dell'aria, si va a stratificare in basso,
intossicando prima le persone sdraiate (ad esempio durante il sonno) o i
bambini;
- che si sostituisce facilmente all'ossigeno dell'emoglobina (contenuta
nel sangue) e che colpisce prima di tutto i centri cerebrali, provocando
uno stato di stordimento che impedisce all'intossicato qualsiasi difesa.
Le intossicazioni da ossido di carbonio possono essere provocate, in
ordine di frequenza:
- dalle caldaie autonome, dagli scaldabagni e dagli scalda-acqua a
metano (o ancora a gas di città) e perfino dalle caldaie autonome a
gasolio;
- dalle stufette a gas in bombole o a cherosene;
- dai caminetti e dai bracieri.
La migliore prevenzione di questo incidente (che il più delle volte è
mortale) consiste nel:
- non usare mai i bracieri;
- se proprio non si può fare a meno del caminetto, curare al massimo la
manutenzione e l'aerazione;
- se non c'è possibilità di avere il riscaldamento centralizzato e
neanche di mettere su di un balcone la caldaia a gas autonoma (o lo
scaldabagno) impiantare almeno una delle più moderne caldaie a tenuta
stagna.
- non usare stufe a gas o cherosene (oltre all'intossicazione si possono
verificare esplosioni, scoppi, incendi) ma se mai stufe a elettricità,
con marchio Imq (meglio quelle "a sabbia");
- non andare mai a letto lasciando accesi gli apparecchi di
riscaldamento.
5 - I Fattori Influenti
FATTORI PERSONALI
Ogni persona è diversa dall'altra per il carattere e la personalità.
Una persona calma e serena con movimenti misurati avrà meno probabilità
di scivolare, cadere o inciampare di una persona nervosa, con movimenti
bruschi, sempre agitata.
Per esempio, una donna esageratamente perfezionista nelle pulizie di casa
rischierà di più (e farà rischiare parenti e ospiti) la caduta sul
pavimento tirato a specchio con la cera o l'eventuale intossicazione per i
troppi detersivi presenti nell'abitazione. La persona nervosa o sbadata o
imprudente sarà più soggetta a folgorazioni, cadute dalle scale o
pestaggio di un dito col martello che non quella più calma, attenta e
meticolosa. Se non si può controllare la vivacità dei bambini si può
però fare una serena opera di educazione alla sicurezza: non vietando
tutto e non mettendo tutto sottochiave bensì spiegando il corretto uso di
mobili, oggetti, giocattoli, mettendo in guardia contro i pericoli
evidenti e occulti.
L'educazione familiare dovrà cioè tendere al sistema di "imparare a
vivere con il pericolo" che è contrapposto al sistema di
"isolare il bambino dal pericolo".
Oltre cioè al carattere e all'atteggiamento delle singole persone,
contano molto la buona armonia e i buoni rapporti interpersonali fra gli
abitanti della casa.
Se il clima casalingo disteso e sereno è fondamentale per prevenire i
mille piccoli e grandi infortuni domestici, esso diventa indispensabile
quando l'infortunio si è verificato: la casa non è attrezzata, come il
posto di lavoro, con un pronto soccorso o una ambulanza, né vi sono, come
per gli incidenti stradali, persone che si prestano ad avvertire, a
soccorrere o a trasportare l'infortunato. In casa spesso si è soli o non
si sa cosa fare o si perde la testa e tempo prezioso nel rinfacciarsi la
responsabilità dell'accaduto o nella ricerca delle cause dell'infortunio.
Purtroppo quando si verifica un incidente, soprattutto se vi rimane
coinvolto un bambino, oltre alle conseguenze mortali o gravi per
l'interessato vi è lo strascico nei rapporti familiari: il senso di colpa
dell'adulto che era presente al momento dell'evento, il rimprovero di
quello che era assente e il senso di impotenza di chi non ha saputo o
potuto controllare. Spesso si deteriorano i rapporti del marito con la
moglie o dei genitori con il figlio maggiore che non è stato attento al
fratello o alla sorella, o con la nonna che non è arrivata in tempo a
evitare l'incidente.
Sono conseguenze che aumentano e prolungano nel tempo la gravità
dell'infortunio.
FATTORI SOCIALI
Per fattori sociali si intendono le condizioni socio-economiche della
famiglia o il tipo di abitazione urbana (di lusso, condominiale,
grattacielo o villa unifamiliare, ecc.) o extraurbana (seconda casa, casa
di campagna, fattoria, baracca ecc.).
Le nostre case in genere sono progettate senza tener conto dei problemi
della sicurezza; si sta facendo strada, è vero, una tendenza a tenere
presente oltre i criteri di eleganza, di funzionalità e di confort anche
quelli della sicurezza ma bisogna che la tendenza si sviluppi in modo
organico e generalizzato e che sia favorita e in certi casi imposta dalle
leggi. Nelle case in costruzione bisogna quindi richiedere (se non vi ha
già pensato il costruttore o l'architetto) impianti elettrici salvavita,
sanitari antisdrucciolevoli, scale larghe e con ringhiera, porte a vetri
ben visibili, finestre e balconi a prova di bambino. Spesso si rinuncia al
dispositivo di sicurezza, alla vasca antisdrucciolo o all'elettrodomestico
provvisto del marchio di qualità perchè costa di più; è vero che per
molti può essere un sacrificio economico ma è meglio rinunciare a
qualcos'altro (magari a un mobiletto superfluo o a un secondo televisore)
e dotare la casa di elementi sicuri. Le case più vecchie, con scale
consumate e senza ringhiera, con pianerottoli piccoli e diagonali o con
cucine e bagni piccoli o con gli elementi disposti in modo non razionale
sono certamente più pericolose delle case nuove con una disposizione più
razionale delle scale e degli ambienti, con cucine e bagni grandi dove si
possono sistemare razionalmente i sanitari e gli elettrodomestici. Nelle
case ben riscaldate e a riscaldamento centralizzato sarà meno probabile
l'infortunio dovuto allo scoppio o al sovrariscaldamento delle stufette a
gas o alle ustioni provocate dalle termo-coperte. Le scale e gli ascensori
di una casa a più piani sono certamente elementi di pericolo in più
rispetto al villino senza scale; il cortile e i garage condominiali sono
più esposti ai pericoli di un giardino privato ben conosciuto e
frequentato da una sola famiglia.
Una casa di città può essere pericolosa per le scale, i terrazzi, gli
elettrodomestici, i mobili e i tappeti, ecc., mentre una casa di campagna
nasconde tanti altri pericoli: gli antiparassitari, gli insetticidi e i
topicidi, i detersivi e gli acidi contenuti nelle bottiglie, i pozzi
artesiani, le vecchie cantine o soffitte, gli attrezzi dell'orto o del
giardino (elettrici e no) le stufe a gas, a cherosene, le cucine
economiche e i camini.
LA CASA CHE INQUINA
Quanti prodotti tossici o infiammabili teniamo negli armadietti del
bagno o della cucina? Una vera e propria schiera, un kit da piccolo
chimico domestico di proporzioni veramente allarmanti. Si comincia dalle
medicine per arrivare ai cosmetici, ai colori e alle vernici con relativi
diluenti, si continua con il fitofarmaco per il giardino e
l'antiparassitario per il balcone, si finisce con tutti i prodotti
contenenti mercurio: lampade fluorescenti, termometri e, naturalmente,
pile. Tutti gli spray, oltre al vizio di dissolvere la fascia di ozono che
dalla stratosfera ci preserva dai raggi ultravioletti dannosi alla pelle,
sono anche infiammabili.
Se la prima raccomandazione da fare per quanto riguarda questa peste
chimica casalinga è quella di tenerla fuori portata dalle bocche proprie
e da quelle dei bambini e, possibilmente, di ridurne drasticamente il
consumo, resta sempre aperto il problema di come disfarsene. Infatti, una
volta scaduta o parzialmente usata, gran parte di queste sostanze diventa
un rifiuto tossico, pericoloso da smaltire nelle discariche dove finisce
giornalmente la nostra spazzatura. Dal rischio casalingo, si passa a
quello ambientale perchè i componenti chimici di questi prodotti possono
inquinare gravemente le falde acquifere.
Una legge dello Stato (la 441/'87) decretava che la metà dello scorso
anno tutti i Comuni dovessero organizzare la raccolta di questi rifiuti
urbani pericolosi. Ma la data è slittata e ora solo qualche
amministrazione (Reggio Emilia, Brescia, alcuni centri in provincia di
Modena) ha avviato dei seri progetti. Che può fare il cittadino?
Richiedere in farmacie, tabaccherie e negozi di casalinghi l'installazione
di contenitori per smaltire la nostra chimica domestica.
LA MODA
La moda può influire in diverse maniere sul verificarsi di un
infortunio. Per quanto riguarda l'abbigliamento, per esempio, possono
essere più o meno infiammabili le fibre dei tessuti; la lana è il
materiale meno infiammabile mentre il cotone (e non le fibre sintetiche)
è il tessuto più infiammabile.
I tessuti leggeri che non aderiscono al corpo, come mussola, tulle,
organza si infiammano subito se entrano in contatto con una scintilla, i
vestiti molto vaporosi, le gonne larghe e lunghe, le camicie da notte
romantiche sono certamente più infiammabili di un sobrio tailleur, di un
abito corto o dei pantaloni sportivi. Ecco dunque che a seconda degli
imperativi della moda corrente i tessuti e le forme dei vestiti hanno la
loro importanza nel capitolo delle ustioni. La maggiore percentuale di
donne e bambine esposte al pericolo di ustioni è sensibilmente diminuita
con la moda di tute, calzoncini e pantaloni. Pericolosissima la moda degli
zoccoloni o dei tacchi a spillo che spesso provocano cadute con fratture o
slogature di caviglie, Le lunghe sciarpe di lana o foulards di seta che
arrivano fino a terra fanno inciampare o possono restare impigliate in
qualche ingranaggio provocando lo strangolamento di chi la indossa.
La moda nell'arredamento, la moda dei mobili di cristallo e acciaio, delle
porte a vetri, dei gradini puramente decorativi per separare due ambienti,
degli elettrodomestici con angoli spigolosi non è purtroppo in armonia
con le regole della sicurezza.
Quando una casa è arredata con troppi tendaggi, troppa moquette, troppa
tappezzeria di stoffa il pericolo di un rapido diffondersi delle fiamme si
fa più probabile.
Anche la moda del trucco e dell'abbronzatura fuori stagione può influire
sull'infortunio: le lampade abbronzanti per esempio provocano ustioni
sulla pelle se difettose o utilizzate esponendovici troppo a lungo senza
seguire le istruzioni.
LA PUBBLICITÀ
La moda viene propagandata tra l'altro dalla pubblicità. E la
pubblicità, con il suo martellamento incalzante, i suoi slogan
orecchiabili, può diventare una causa indiretta di incidenti domestici.
È grazie all'asservimento alla pubblicità con cui radio, Tv e riviste ci
bombardano che le nostre case sono troppo piene di medicinali inutili (e
quindi di intossicazioni), di troppi detersivi superflui o concorrenti tra
loro (e quindi di avvelenamenti), di pavimenti più lucidi del lucido (e
quindi di scivoloni e cadute), di troppi elettrodomestici, grandi e
piccoli (e quindi di folgorazioni o di ferite da taglio o da ingranaggio
in movimento), di oggettini regalo nei sacchetti di patatine o cip-cip
vari (e quindi di soffocamento dovuti a ingestione per distrazione).
C'è stata, negli ultimi anni, una sorta di autodisciplina dei
pubblicitari (culminata con la campagna di Pubblicità progresso dedicata
appunto alla prevenzione degli infortuni domestici), ma sono ancora tanti
gli spot e gli slogan che invitano i consumatori a riempire la casa di
medicinali, detersivi, elettrodomestici, tutti potenziali agenti di
infortuni.
PROGRESSO
E TRADIZIONE
In ogni campo il progresso ha facilitato molto la vita ma l'ha resa
anche più pericolosa. Lo vediamo all'interno delle quattro mura
domestiche. Il lavoro della casalinga è diminuito o almeno nazionalizzato
con l'impiego di lavatrici, lavapiatti, lucidatrici e frullatori
elettrici, ma questo espone la donna che lavora in casa al pericolo della
folgorazione. I nuovi medicinali (analgesici, antibiotici, penicillina,
psicofarmaci) hanno risolto tanti problemi della nostra salute ma
riempiono i nostri armadietti con molta invadenza e con il pericolo di
intossicazioni.
I detersivi hanno reso meno faticosa la pulizia della casa, gli
antiparassitari e i diserbanti hanno reso più fruttuoso il lavoro del
contadino ma è aumentato il pericolo di avvelenamento.
Il ventilatore elettrico è certamente meno faticoso del ventaglio ma guai
a mettere la mano fra le pale in movimento. Le bibite gassate e le lattine
che ormai dominano i nostri pasti e i nostri pic-nic sono una delle
conquiste della società dei consumi, ma lo scoppio dei contenitori o la
violenta espulsione dei tappi possono provocare incidenti con serie
conseguenze per l'incolumità personale. I cibi in scatola sono molto
comodi per organizzare un pranzo rapido e non faticoso ma hanno creato il
problema di possibili intossicazioni (o di noiosi tagli alle mani durante
l'apertura!). D'altra parte il ricorrere al passato o alla tradizione può
riportare a pericoli antichi che sembravano dimenticati.
La diffusa tendenza al "fai da te" casalingo (in certi casi più
per hobby che per necessità) ha fatto salire la percentuale di incidenti
provocati da trapani e seghe elettriche, martelli e chiodi; scale
insicure, ecc. Le macchine da cucire (tradizionali o elettriche) stanno
tornando di moda: la macchina elettrica (da cucire, da maglia o da
tessere) va così ad aggiungersi agli elettrodomestici, mentre la macchina
tradizionale può diventare una fonte di pericolo per i bambini che si
divertono a muovere il pedale o a far girare la ruota con pericolo per le
mani. Il ritorno alle marmellate o alle bottiglie di pomodoro fatte in
casa ha riportato a galla la minaccia di ustioni, abrasioni, scoppi di
bottiglie nell'acqua bollente.
I GIOCHI
Il gioco è un tipo di attività che ogni tanto può finire male, cioè
con un infortunio. Se i giocattoli possono essere pericolosi in sè,
talvolta l'attività ludica può esserlo ancora di più. Non c'è limite
alla fantasia e alle novità che i bambini e i ragazzi introducono nei
loro giochi sia imitando cose viste al cinema o alla Tv sia inventando di
sana pianta.
Vediamo alcuni di questi giochi: è un elenco incompleto perchè molti
sono appunto imprevedibili e da inventarsi sul momento.
- Il gioco della guerra che può sfociare in tragedia se si utilizzano
incautamente bastoni, pietre, oggetti contundenti o taglienti o
addirittura armi trovate in casa;
- i giochi con attrezzi come scivoli, altalene o altre attrezzature
ginniche; spesso i ragazzi fanno acrobazie supplementari, imprevedibili,
con problemi di equilibrio;
- i giochi con il fuoco o materiali elettrici; il fuoco, usato dai
ragazzi come falò, può trasformarsi in un incendio o appiccarsi ai
vestiti dei presenti;
- i giochi con biciclette, pattini a rotelle, skateboard, quando
prevedono figure azzardate o velocità eccessive;
- i giochi che prevedono l'arrampicamento su finestre, balconi, alberi,
mobili, scale, ecc.;
- i giochi col pallone: se una pallonata è troppo violenta può causare
serie lesioni alla vista, all'udito, allo stomaco, alla testa;
- molti incidenti si verificano durante i giochi con animali di casa,
generalmente cani e gatti. Se le effusioni sono troppo prolungate e
violente, se l'animale è nervoso, se la persona insiste troppo con un
gioco o uno scherzo, è probabile che si finisca a morsi, graffi che
qualche volta possono portare all'ospedale;
- i litigi fra i bambini: se non si risolvono con un abbraccio o una
risata possono portare a botte, schiaffoni, calci quando non a veri e
propri pestaggi.
6 - All'Estero
CEE
La Comunità economica europea ha avviato un'indagine conoscitiva sugli
infortuni domestici: dal 1° gennaio dell'82 in tutti i paesi comunitari si
raccolgono dati e informazioni presso ospedali e medici. Devono essere
precisati l'ambiente dove si è verificato l'infortunio, il tipo di lesione
e quali prodotti hanno provocato l'incidente.
GRAN BRETAGNA
Nel 1980 ha istituito un sistema di sorveglianza sugli infortuni
domestici: Hass, Home Accident Surveillance System il cui
metodo di indagine è stato adottato quasi integralmente dalla Cee. In un
anno sono stati analizzati oltre 80.000 casi. Un ispettore del lavoro,
incaricato di esaminare la sicurezza di alcune case private, concluse
l'indagine affermando che se avesse dovuto applicare gli stessi criteri
adottati in fabbrica, avrebbe dovuto far sgombrare le abitazioni e chiuderle
perchè piene di pericoli.
In Gran Bretagna non sono consentiti ai costruttori spazi superiori a 10 cm
tra i gradini delle scale, le balaustre dei terrazzini o le sbarre dei
cancelli.
In questo paese si è diffuso l'uso di contenitori e flaconi con tappi
speciali a prova di bambino, soprattutto per medicinali e prodotti tossici.
Quanto agli oggetti di uso comune è stato addirittura studiato un progetto
di un bollitore sicuro.
STATI UNITI E GIAPPONE
Da anni si censiscono statisticamente e scientificamente gli infortuni
domestici sia studiando i prodotti di uso e consumo sia prendendo in esame i
casi mortali segnalati da medici anche sotto altre cause (frattura del
femore, arresto cardiaco, blocco renale, ecc.).
In Giappone ci sono 176 punti di rilevamento degli incidenti.
SVEZIA
Nel 1954 nasce il comitato per la prevenzione degli incidenti
nell'infanzia (formato dall'Associazione pediatrica, la Croce rossa e la
federazione per la Protezione dei bambini). In 20 anni di attività di
denunce, raccomandazioni, stimoli a livello pubblico e privato il comitato
ha ottenuto modifiche nella legislazione, ha promosso attività di
prevenzione, ha influenzato fabbricanti e consumatori, ha contribuito a
migliorare gli ambienti di gioco e i progetti delle case.
FRANCIA
I messaggi pubblicitari nelle riviste di arredamento mettono la voce
sicurezza al primo posto dei requisiti del prodotto o del mobile offerto al
consumatore.
Adottato negli elettrodomestici il marchio Nf analogo al nostro Imq
(istituto del marchio di qualità) che garantisce che il prodotto è stato
sottoposto a rigorosi controlli di sicurezza.
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